cantafiorista

 

Buonasera Rosalba, come è andato il concerto.

E ‘stato fantastico, è stato un concerto bello e poi mi sentivo anche bella.

Il blog di DaybyDayCoaching project è uno spazio in cui, attraverso interviste, articoli, video, si affrontano temi legati alla crescita personale; lei mi ha anticipato perché ha appena detto: “si cresce sempre…”.

Inizierei chiedendole: la parola successo, cosa le evoca.

La realizzazione personale, credere nei propri passi, al di là del benessere economico che, a volte, è una conseguenza, ma non sempre. Proprio ieri sera, su quel palco, mi sono sentita… non arrivata, perché non si è mai arrivati, ma felice di aver fatto questo percorso.

Ho letto qualcosa che riguarda la sua storia, però, se è d’accordo, sarebbe bello che la raccontasse lei.

Sono nata in una famiglia molto umile, per non dire povera: emigrata, da sud a nord, come tante altre, otto figli e papà operaio. È stata una fatica poter emergere, non c’erano soldi e ho iniziato a lavorare a tredici anni. Ma io sentivo dentro di me una forza, un coraggio di volermi esprimere e il mio sogno era fare la cantante. I casi della vita mi hanno portato a vendere fiori presto e i fiori mi stanno portando di nuovo sulla strada della musica. Oramai le due attività non le posso più slegare, perché mi chiamano la “cantafiorista”, perché mi chiamo Rosalba, faccio le serenate a domicilio e porto i fiori al canto. Tanta gente vorrebbe essere al mio posto. Io ho solo assecondato i miei talenti, la mia voglia di fare, niente di più. Senza aver frequentato una scuola, sono riuscita ugualmente ad affermarmi, dico affermarmi ma mi piacerebbe fare ancora di più. Però lo leggo negli occhi e nel cuore della gente, quando mi vedono sul palcoscenico o mi ordinano dei fiori. Si stupiscono quando, in negozio, mi vedono scaricare i vasi di fiori con i miei ragazzi, ma c’è molto lavoro e io non mi tiro indietro. È bene tenere i piedi ben piantati a terra, ancorati alla realtà.

Lei ha detto che anche in passato, quando viveva condizioni poco felici, sentiva dentro di sé la forza e il coraggio…

Sì, la forza e il coraggio che non mi sapevo spiegare allora, però sentivo che sarei andata lontano, che avrei cantato a Sanremo, ancora adesso, ne sono certa, non so come, non ho presentato nessun brano, però immaginare il proprio futuro, essere positivi e propositivi, darsi daffare… Nonostante le disavventure che ho avuto nella mia vita, e ognuno ha le proprie, vado avanti perché ne vale la pena. Bisogna crederci e io da bambina, lo sentivo. Ho sempre pensato che avrei fatto delle cose importanti, ma importanti per me. Non mi interessava tanto il giudizio del mondo, piuttosto dimostrare a me stessa che sarei riuscita a trovare il mio posto nel mondo. È questo, il successo.

Ha parlato di fiori e canto, parte integrante della sua vita…

Assolutamente sì.

Cosa unisce i fiori e il canto.

L’improvvisazione, la creatività, potersi esprimere. Quando si crea con i fiori, se si ha la competenza per far bene: se conosci, puoi anche trasgredire, è importare sapere dove metti le mani. Così anche con la voce.

Come definirebbe l’improvvisazione.

Lasciare andare la propria anima, la propria essenza. Liberarsi perché sai cosa stai facendo, perché decidi di fare quella cosa, in quel momento. Ho fatto un’esperienza con l’Istituto Hoffman e mi è stato detto: “se tu non avessi avuto questo approccio alla vita, probabilmente saresti impazzita”. Ho assecondato il mio istinto primario.

Il suo istinto primario…qual è.

Ascoltare me stessa.

Quanto è stato difficile negli anni, raggiungere tutto quello che ha ottenuto.

Molto e nulla al tempo stesso. Non mi sono soffermata sul sacrificio, anche se non potevo avere tante cose, anzi non mi soffermavo proprio: ho sempre guardato al futuro. Quello che mi succede, lo affronto con un pizzico di follia perché so che c’è qualcosa di meraviglioso e nuovo nella sofferenza.

Quando a 12 anni, faceva la barista, immaginava, che un giorno, da adulta, avrebbe avuto successo.

No, non pensavo di fare l’imprenditrice, però nel mio cuore c’era qualcosa di più; infatti mi dicevano che ero strana, cantavo bene, ero un po’ artista. Ma ero talmente giovane, che non riuscivo a comprendere il senso di quelle parole. Man mano che avanzavo nel lavoro e negli anni, mi dicevo che volevo andare un po’ più lontano, ma non mi ponevo il problema, sapevo che tutto sarebbe arrivato al momento giusto.

Ha detto che ha sempre sentito che ce l’avrebbe fatta, ma senza ansia.

No, no, per favore, non dica che ce l’ho fatta: io non ce l’ho fatta! Sono soddisfatta di come sono andate le cose.

Il suo approccio alla vita è innato o l’ha sviluppato attraverso percorsi di crescita personale.

Innato, anche da bambina ero così. Mi dicevano che ero ottimista, solare, raggiante. No, solo l’anno scorso ho voluto mettermi in discussione e ho compreso un po’ di cose.

Cosa ha conservato di quella bambina, oggi che è una donna adulta, affermata…

La generosità. Nella mia famiglia, nonostante la povertà, mi ricordo cene con venti, trenta persone, in un piccolo appartamento, ci divertivamo. Si può fare tanto anche con poco e condividere con gli altri è molto importante.

Pensa di aver avuto tutto quello che si meritava.

Penso di essere stata molto fortunata. Mi mancano ancora tante “cose”, ma… mi piace approfondire… Se mi fermo a pensare, è stato un percorso difficile ma meraviglioso. Me ne accorgo in ogni momento, mi cercano, mi intervistano, ma io non ho un ufficio stampa…

In chiusura, vorrei proporle un gioco, se è d’accordo.

giocosuccesso

Proviamo.

Da 1 a 10, qual è il suo senso di gratitudine.

10. Durante la mia giornata per quello che faccio e per quello che sono; sono felice di essere quello che sono, mi piace molto.

Sempre da 1 a 10, questa è la scala per tutte le domande, quanto si confronta con glia altri.

Fin troppo…100.

Quanto condivide le informazioni, le conoscenze…

Sono molto generosa, tantissimo. O almeno… ci provo sempre.

Quanto è disponibile al cambiamento.

Vorrei sempre cambiare un pochino, per cui 10.

Cos’è il cambiamento.

Mettersi in discussone davvero, per cui è sacrificio. È dura cambiare.

Quanto pensa di essere cambiata in tutti questi anni.

…7.

Quanto perdona, da 1 a 10.

9. Mi capita di chiudere un rapporto, ma non serbo rancore.

Da 1 a 10, quanto fissa gli obiettivi.

10, 100, 1000…faccio delle cose bene, come cantare, perché lo voglio fare.

Quanto si autocelebra, per gli obiettivi raggiunti.

8. Abbastanza.

Da 1 a 10, quanto si assume la responsabilità dei suoi fallimenti.

10. Di sicuro.

Quanto spazio dà all’apprendimento costante.

Tanto, apprendo in ogni momento.

Può essere definita una persona di SUCCESSO.

Grazie!!!

 

Rosalba Piccinni ha iniziato a lavorare a sedici anni in un negozio di fiori di Bergamo che, undici dopo, ha rilevato creando il brand FIORI. Dal 2009 è presente anche in via Broggi a Milano.Nel 2011 Rosalba pubblica “Arrivi”, raccolta di brani dove il pop incontra l’eleganza del jazz. Le passioni, per i fiori e le note, hanno reso Rosalba nota al pubblico come la Cantafiorista, che, in occasione di Expo 2015, aprirà il nuovo Potafiori a Milano.

www.fiorirosalba.it